Con questi breve aticolo, voglio descrivere la storia dell'aviazione all'interno del golfo della Spezia durante il'900; tutti conoscono la storia importante della Marina Militare nella nostra città, ma pochi sono informati in merito a quando accade nella baia di Cadimare e in località Ruffino.
L'importanza della base navale spezzina, richiese, grazie all'evoluzione delle tecniche aeronautiche, la presenza di uno scalo per gli idrovolanti, (aerei che decollano e atterrano o meglio ammarano, sulla superficie dell'acqua); in un primo momento venne costruito un idroscalo, intitolato "Giorgio Fiastri" in località Ruffino, ubicato poco prima del paese del Muggiano, venendo dalla Spezia.
In questo Regio idroscalo, avevano la loro base idrovolanti costruiti da famose ditte nazionali quali la Siai e la Macchi, che avevano già realizzato idrovolanti, utilizzati dalle Forze Armate italiane nella I^ Guerra Mondiale contro gli austriaci.
In questi anni, successivi alla grande guerra, si iniziò a costruire anche il futuro aeroporto di Cadimare, sull'altra sponda del golfo, dove in un primo momento fu un'aziende privata l'Ansaldo, a costruire alcuni capannoni per la produzione di motori aerei.
Quando ci si rese conto che a Ruffino lo spazio era ristretto si pensò, di acquisire dall'Ansaldo le strutture già presenti e nel 1928 iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo aeroporto-idroscalo, dotato di tutte le strutture idonee ad alloggiare gli aerei e a ripararli.
Particolarmente rilevante, dal punto di vista architettonico, è la palazzina adibita a circolo ufficiali, affacciata sul mare e costruita in stile puro, razionalista.
Nell'anno 1929 i primi idrovolanti Macchi m 29 ammararono a Cadimare e negli anni successivi furono seguiti da altri modelli alcuni molto famosi come i Savoia Marchetti S 55, (SANTAMARIA),Dornier Do X, i Cant Z 501,Cant Z 506 B, e Fiat RS 14.
Questi apparecchi potevano svolgere sia le funzioni di ricognizione in appoggio alla Regia Marina, di bombardamento e anche di soccorso.
Cadimare ebbe anche in organico un idrovolante Dornier Do X, dotato di ben 12 motori Fiat A22R, (vedi foto), denominato "Umberto Maddalena", che poteva trasportare ben 66 persone, un gigante dell'epoca.
Nel golfo della Spezia, ovviamente a Cadimare, fecero tappa anche idrovolanti dell'ALA LITTORIA, compagnia di bandiera civile italiana dell'epoca, specialmente con aerei Cant Z 506.
Negli anni '30 e '40, gli idrovolanti erano molto più famosi di oggi, in quanto successivamente gli elicotteri hanno fatto perdere d'importanza questo tipo di aerei, ora in via di rivalutazione.
In quegli anni la nostra aeronautica era una delle migliori, se non la migliore, al mondo e conseguì innumerevoli primati in tutte le gare e le specialità.
Ad esempio si può ricordare che il record di velocità per un idrovolante, ancora imbattuto, è stato realizzato nel 1934 da Francesco Agello, pilota della Regia Aeronautica, che a bordo di un Macchi Mc 72, raggiunse la velocità di 709,209 chilometri all'ora.
Nell'agosto del 1937, un idrovolante Savoia Marchetti S 55, di rientro alla base di Cadimare, a causa di un guasto, precipitò sul Monte della Castellana, in località sella Derbi, dove è presente un monumento, (vedi scheda forte Castellana), in ricordo dei 5 aviatori che persero la vita, provando ad andare ad ammarare in mare aperto, rischiando di volare contro il monte, piuttosto che mettere a repentaglio la vita degli abitanti del paese, tentando un ammaraggio di fortuna.
Questo aereo è famoso per le trasvolate atlantiche compiute negli anni '30, al comando di Italo Balbo, che videro l'arrivo in America anche di 24 aerei tutti insieme.
Nello stemma attuale della base è presente, stilizzato, anche un S55.
Durante la guerra dalla base di Cadimare centinaia di idrovolanti compirono la loro opera a difesa della flotta italiana, e in molti casi salvarono naufraghi dispersi in mezzo al mare, grazie specialmente all'ottimo aereo Cant Z 506.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, l'aeroporto rimase attivo e aa esempio, fino al 1956 volarono i Cant Z 506.
Dopo la guerra volarono anche i Piaggio P136.
Come detto lo sviluppo di altri tipi di aerei ed elicotteri fece cadere in disuso gli idrovolanti, ma la base è ancora attiva specialmente quale collegio, "Umberto Maddalena", (generale della Regia Aeronautica), per i figli degli aviatori Caduti, e quale centro di specializzazione per l'Aeronautica Militare Italiana.
La storia dell'aeroporto di cadimare è una gloriosa pagina di storia, sia della nostra città che dell'Italia e merita di essere ricordata.
Chi si vuol documentare su questo argomento può leggere l'opuscolo ben realizzato da Stefano Faggioni, e pubblicato nel 2008, dal titolo "CADIMARE AEROPORTO".
Cesare Bruzzi Alieti
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