Campiglia
Il paese di Campiglia è uno dei luoghi più incantevoli del Golfo della Spezia, oltre che essere punto cruciale per la partenza o il transito di molti suggestivi sentieri.
Il borgo sorge su una collina a circa 400 metri sul livello del mare, collocata tra il monte Castella da una parte, punta Coregna e il monte Santa Croce dall'altra.
Per raggiungere Campiglia in auto, è necessario percorrere la strada provinciale (cosìdetta Napoleonica), che dalla Spezia, conduce a Portovenere, e all'altezza della località Acquasanta, girare a destra, seguendo le indicazioni; appena lasciate le case dell'Acquasanta si inzia la salita percorrendo la strada costruita nell'800 dal Genio Militare, per poter raggiungere due fortificazioni: la batteria Cascino e il forte della Castellana.
Dopo circa 500 metri si incontra, sulla strada, la vecchia polveriera della Regia Marina, collocato in questa stretta valle per poter risultare invisibile dal mare da parte di eventuali navi nemiche.
La strada prosegue all'interno di un fitto bosco, che dopo aver costeggiato un canale, sale su ripida dopo aver lasciato sulla destra la deviazione per raggiungere la località Piano di Cadimare, dove ancora esiste una cava attiva del famoso e pregiato marmo Portoro. Come detto la strada attraversa un bosco prima di ontani, poi di lecci, ed infine di acacie, castagni, pini marittimi e sambuchi; un tempo questa strada era chiusa ed era usata solo da militari, in quanto i civili dovevano percorrere la mulattiera, ancora presente, che dall'Acquasanta sale fino al paese di Campiglia.
Prima di entrare nel borgo, si incontrano i resti della batteria antinave Cascino, situata nella località Costarossa, molto probabilmente il nome deriva dal colore rossastro delle rocce (diaspri).
Lasciata la batteria, dopo poche centinaia di metri si raggiunge un punto panoramico in quota, e si iniza a godere di un paesaggio incantevole, in quanto lo sguardo può spaziare dal meraviglioso Golfo dei Poeti al mare aperto, dove nelle giornate limpide si possono ammirare le isole della Gorgona,della Capraia e della Corsica da una parte, e la costa ligure di ponente dall'altra.
Per accedere al paese di Campiglia con tranquillità è opportuno lasciare l'auto nel vecchio campo da calcio e proseguire a piedi per circa 200 metri, arrivando così nella piazza della chiesa di Santa Caterina di Alessandria (risalente al '700, il coro è del XVI° secolo, il campanile invece è stato costruito solo nell'800).
La visita alla piccola chiesa è d'obbligo, prima ancora di ammirare il panorama che si vede affacciandosi dal piazzale verso il mare aperto e la costa sottostante di Tramonti.
Accanto alla chiesa è collocato il campanile di arenaria, in stile toscano, sul quale è posizionata una lapide in onore e ricordo dei soldati italiani Caduti per la Patria, (Prima e seconda guerra mondiale), come recita una frase in latino, "dolce et decorosus est pro patria mori", e sempre nella lapide sono indicati i nomi di Caduti campigliesi. Detto campanile fu edificato tra il 1883 e il 1890.
La prima documentazione storica del paese risale al 1185, in un atto di Federico I di Svevia a favore del Vescovo di Luni; nei secoli gli abitanti del paese, che un tempo erano molto più numerosi degli attuali, hanno vissuto coltivando inparticolar modo i vigneti che si affacciano sul mare aperto,ma sono stati famosi, anche quali scalpellini di arenaria, la resistente pietra con la quale sono stati costruiti molti edifici della Spezia, oltre alle sue strade e ai marciapiedi.
I luoghi intorno a Campiglia sono, infatti, ricchi d'arenaria. Merita, inoltre, di essere ammirato il mulino, che si erge poche centinaia di metri dietro la chiesa, seguendo il sentiero che conduce a Portovenere; detto mulino, simile a quelli presenti a Portovenere, vicino al castello, è costruito in pietra, e solo recentemente è stato restaurato, ma in maniera da offrire lo spunto a critiche, in quanto sono stati usati materiali moderni, estranei al manufatto che si dice risalga al '700, anche se sul portale è presente la scritta: "ANNO DEL SIGNORE 1840" (vedi foto).
Una visita merita, anche il paese vero e proprio, adagiato al monte e riparato dal vento di mare, dove la pace regna sovrana, all'estremità del borgo venne edificata durante il Fascismo la scuola elementare, che sarà adibita a luogo d'incontro per le associazioni del paese, in quanto non essedoci bambini a sufficienza la stessa è stata chiusa anni fa.
Campiglia fa parte del Comune della Spezia, ed è iserita nel Parco delle Cinque Terre,anche se lo stesso parco ben poco stia facendo per ripristinare i sentieri ed impedire le frane nel versante di Tramonti; da un lato ciò è un problema, dall'altro ha evitato di trasformare il paese nel caos, che regna ormai nei paesi delle Cinque Terre dove si è perso il clima che regnava una volta.
Dopo questa breve descrizione del paese, non vi rimane che visitarlo ammirando un luogo stupendo ed ancora incontaminato del Golfo della Spezia, ricordatevi, però di rispettare la natura e le opere create dall'uomo nel corso dei secoli.

Cesare Bruzzi Alieti

Per approfondire l'argomento dal punto di vista bibliografico potete consultare i seguenti due testi:
1) Guida agli antichi sentieri,Marco Danesi, ed. Sagep 1991;
2) Tramonti di Campiglia la Settima Terra, ed. Buonaparte Perit 2004.


  

  Galleria fotografica

  

Foto 1 - Particolare del Forte del Muzzerone (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 2 - Un simpatico visitatore del forte (Fagiano) (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 3 - Le rosse viste dal Muzzerone (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 4 - Roccie e Cielo (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 5 - Veduta della Palmaria dal sentiero che da Campiglia conduce al Muzzerone (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 6 - Particolare del Forte del Muzzerone (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 7 - Il vecchio Mulino di Campiglia (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 8 - Particolare del vecchio Mulino di Campiglia (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 9 - La Chiesa di Santa Caterina (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 10 - Il trenino su feritoia utilizzato per la vendemmia (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 11 - Veduta della Città della Spezia da Campiglia (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 12 - Fichi d'india (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 13 - Fichi d'india (Foto: M.Sicuteri)

  

Foto 14 - Veduta dell'arcipelago della Palmaria (Foto: M.Sicuteri)